• Il bosco offre tanti stimoli naturali attraverso i quali i bambini imparano a prendere consapevolezza del proprio corpo e della loro forza. E’ per questo motivo che mi piace offrire la possibilità ai miei figli di passare del tempo a contatto con la natura: dal parco, ai giardini cittadini, da una camminata in collina a una gita nel bosco.

    Nel mese di agosto, grazie al blog Viaggia Piccoli, abbiamo scoperto l’esistenza del Sentiero degli Gnomi a Bagno di Romagna (FC), nel cuore del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi.

    Il Sentiero degli Gnomi è un percorso in mezzo al bosco per bambini e famiglie, facilmente raggiungibile dal centro del paese, l’ideale per una passeggiata immersi nella natura, alla scoperta di un vero villaggio di gnomi, fate e abitanti del bosco.

    A Bagno di Romagna c’è un bosco incantato accanto all’antico borgo. A 100 metri dalla stupenda piazza del paese passando sotto un portale magico si accede al mondo incantato del paese degli Gnomi dove Fate, natura incontaminata e piccoli tesori del bosco ti raccontano ogni volta storie che fanno volare.

    il sentiero degli gnomi

    Una passeggiata nel bosco con caccia al tesoro

    Il Sentiero degli Gnomi è un sentiero ad anello nel cuore del Bosco dell’Armina lungo circa 2 km e percorribile solo a piedi. Noi lo abbiamo percorso con una bambina di tre anni e un piccolino in fascia senza troppi problemi. Dopo le prime incertezze della bimba più grande legate a qualche pezzo di salita leggermente accidentato, o a qualche momento di stanchezza, è stata una camminata piacevole e ricca di scoperte.

    All’ingresso viene fornita una mappa del sentiero e i bambini vengono invitati a compiere una caccia al tesoro. Qua e là troviamo sparse piccole casette di legno dipinte – sono le case degli gnomi! – in cui troviamo il timbro da apporre sulla mappa: è il segno del nostro passaggio!

    Entriamo in un bosco di latifoglie, conifere e aghifoglie.

    Tra sentieri in salita e discesa, proviamo a fare silenzio e a tendere l’orecchio verso i rumori del bosco, in cerca del verso di qualche uccello. Cerchiamo alberi conosciuti, guardiamo le foglie, tocchiamo sassi e legnetti. Il bosco è fresco e il cammino è piacevole.

    Ogni tanto soppraggiunge la stanchezza e allora rallentiamo il passo.

    Quando arriva l’ora di pranzo ci fermiamo nell’area picnic e ci riposiamo su un’amaca. E’ possibile anche prenotare un cestino preparato dalla dispensa di Fata Foglina: noi l’abbiamo fatto e oltre al pranzo ci è arrivata anche una borsa di tela da colorare con stampi e acquerelli!

    Il bello di stare in natura: 5 buoni motivi per portare i bambini a camminare nel bosco

    Il sentiero degli Gnomi è sicuramente un luogo in cui torneremo, magari in autunno, per godere dei colori, della quiete e del fermento del bosco autunnale.

    Passare una giornata in natura ci ha permesso di trascorrere una bella giornata in famiglia all’insegna della scoperta e della condivisione. Oltre a questo, che valore ha lo stare in natura?

    • Conoscere la fatica e i propri limiti fisici e mentali
    • Imparare ad osservare e allenarsi al silenzio
    • Sperimentare la gentilezza verso sè stessi e gli altri
    • Conoscere il bosco e i suoi abitanti, ponendo le basi per il rispetto dell’ambiente
    • Imparare ad orientarsi nello spazio e conoscere com’è fatta una mappa
    il sentiero degli gnomi: stare con i bambini nel bosco

    Se siete curiosi,qui il link alla pagina ufficiale: https://www.ilsentierodeglignomi.com/

  • L’autunno, dopo la primavera, è decisamente la mia stagione preferita. Settembre è il mese degli inizi e sento sempre una nuova energia fluire con l’arrivo del fresco. Per godervi l’inizio di questa stagione al meglio (oltre a qualche camminata nel bosco, un tè caldo e andare a raccogliere castagne) ecco tre libri che vi faranno immergere in un’atmosfera autunnale fatata, insieme agli abitanti del sottobosco. Sono libri che difficilmente reperirete – due edizioni straniere e un fuori produzione, ma che riusciranno a darvi la giusta ispirazione e mood autunnale!

    The fairies’ cook, Shirley Barber (1995)

    Il primo è The Fairies’ Cook, dell’autrice australiana Shirley Barber. L’edizione che ho letto è quella rumena, in una traduzione che conserva il fascino del testo in lingua originale, e che fa parte della serie di Martha B Rabbit. La maggior parte delle storie dell’autrice sono ambientate nei boschi e ha come protagonisti gnomi e fate. In The Fairies’ Cook, letteralmente “la cuoca delle fate”, la coniglia Martha prepara conserve e scorte di cibo per il rigido inverno, in una cucina che emana calore e profumi deliziosi di marmellata di more e farina di noci per tutto il bosco. Una notte un trio di topi malvagi le ruba le provviste accuratamente conservate. Coraggiosamente, la coniglia si mette in cammino alla ricerca di una soluzione ai suoi problemi.

    shirley barber martha rabbit
    The fairies cook: Martha e Tabitha alla festa delle fate

    Dopo un terribile incontro con una volpe, arriva alla pensione del signor Gnomo, dove insieme alla gatta Tabitha, cucinerà per la festa di fate e folletti che si tiene ogni notte alla pensione dello Gnomo. I colori del bosco, il profumo di erbe selvatiche e la legna che arde nel camino a casa di Martha, mi hanno trasportata in un piccolo mondo nascosto dal sapore autunnale.

    Il libro segreto degli Gnomi, De Agostini (1986)

    Il libro segreto degli gnomi
    Il libro segreto degli gnomi (1986)

    Ne Il libro segreto degli Gnomi, non troviamo paesaggi autunnali, ma conosciamo più da vicino il curioso mondo degli gnomi, piccoli abitanti dei boschi dal cappello a punta. Abbiamo ricevuto in eredità alcuni volumi di questa serie uscita con De Agostini negli anni ’80. La serie in realtà si ispirò a un cartone animato spagnolo trasmesso anche in Italia” David Gnomo amico mio“, ispirato a sua volta dalle illustrazioni dell’olandese Rien Poortvliet (se non lo conoscete andate a recuperare anche il mega albo illustrato ll grande libro degli Gnomi uscito per Rizzoli nel 2020!).

    Il libro segreto degli gnomi - un identikit
    Il libro segreto degli gnomi – un identikit

    La serie di libri, che usciva come settimanale in edicola, vede descritta in maniera pseudoscientifica l’esistenza del piccolo popolo degli Gnomi, con spiegazioni sugli animali, la scienza, il lavoro, la fisica e così via. Scopriamo così che le anatre selvatiche offrono spesso passaggi agli gnomi per i loro lunghi viaggi, e che gli gnomi aiutano gli animali del bosco come merli e scoiattoli nel momento del bisogno.

    Little Witch Hazel. A year in the forest, Phoebe Wahl (2021)

    little witch hazel di phoebe wahl copertina

    Little Witch Hazel. A year in the forest, raccoglie quattro racconti, uno per ogni stagione, ambientati nella Mosswood forest – un nome dal sapore, appunto, di muschio, legno e bosco. Un albo di cui vi aveva già parlato Elena, contributor qui sul blog, e che trovate anche sul suo blog Immaginarie.

    Hazel è una piccola strega, ci dice l’autrice, anche se a noi potrebbe ricordare una gnoma. Non la vediamo usare strumenti magici, né compiere incantesimi. Intuiamo che è una guaritrice, che si prende cura con grande dedizione ed energia degli animali e delle creature del bosco.

    Il piccolo mondo ricreato da Wahl con dovizia di squisiti particolari, è una comunità vivace e attiva, che comprende uno gnomo che gestisce l’ufficio postale, una goblin calzolaia, animaletti di ogni genere, folletti e fatine e questo tessuto sociale è tenuto insieme da un forte collante.

    Per ogni stagione ci viene raccontato un episodio della sua vita quotidiana. Ciò che è affascinante di questo libro illustrato è, prima di tutto, l’atmosfera nella quale le storie vengono dipanate. Tavole dai colori terrosi ci accompagnano ad immergerci nell’esperienza visiva del bosco, nella sua bellezza intensa, cangiante, ipnotica. Hazel si muove con sicurezza nell’ambiente naturale. Da una parte, conosce il bosco come le sue tasche, dall’altra è ancora capace di provare meraviglia di fronte alle sue tante sfaccettature, piccola rispetto all’immensità e alle forze della natura.

    Quali sono le letture che vi trasportano nell’atmosfera autunnale? Lasciate un commento qui sotto.

    Buona lettura!

    Manuela

  • L’inizio di un nuovo anno scolastico è alle porte, e come tutti gli inizi porta con sè una buona dose di aspettative, emozioni di ogni tipo, speranze, paure. E’ un nuovo anno di scuola per bambini e ragazzi, ma anche per i loro genitori, insegnanti, e per tutte le persone che gravitano nel mondo della scuola. E’ un ricominciare dopo una lunga pausa estiva in cui tutti, almeno un pochino, siamo cambiati. Abbiamo fatto nuove esperienze, sperimentato routine diverse (e chi non lo farebbe in tre mesi di vacanze?!), qualcuno ha cambiato taglio di capelli, i bambini sono diventati grandi, sono nate nuove amicizie e la voglia di vedersi di nuovo in classe è tanta.

    In questo articolo vorrei parlare di emozioni, un tema che talvolta può sembrare inflazionato o scontato, soprattutto se lo si fa alla scuola primaria. Perchè è così importante parlare di emozioni a scuola? Che relazione c’è tra apprendimento ed emozioni?

    Emozioni e apprendimento

    Checchè se ne dica, parlare di emozioni è necessario, non solo per i bambini, ma anche per gli adulti. Come gestire altrimenti le emozioni quando non le sappiamo riconoscere? Come fare affinchè i bambini coltivino l’intelligenza emotiva e siano in grado di esprimere come si sentono? E che impatto ha tutto ciò sullo stare in classe e sui processi di apprendimento?

    La didattica emozionale o intelligenza emotiva deve essere una priorità. 

    Daniela Lucangeli scrive: “Le emozioni accompagnano ogni esperienza di apprendimento. Se vogliamo che i bambini apprendano ottenendo il meglio da sé, dobbiamo farli apprendere con il sorriso”. La Lucangeli, docente di Psicologia dello sviluppo all’Università di Padova, ha sviluppato il concetto di cortocircuito emozionale per descrivere quelle situazioni di difficoltà emotiva, paura, dolore che rendono difficile l’apprendimento.

    Tutto dipende da come si considerano i bambini: sono vasi da riempire o fuochi da accendere? Sono alunni da istruire o bambini da educare?

    Tutto parte dal tempo della cura, dell’attenzione e da quanto ci dedichiamo a loro. Si parla di cose semplici: chiedere come stanno, cosa hanno fatto di bello nel fine settimana, raccontare, raccontarsi.  

    Il colore delle emozioni: un percorso interdisciplinare sulle emozioni a scuola

    Queste riflessioni hanno accompagnato me e le mie colleghe all’inizio dell’anno scolastico, quando eravamo alla ricerca di un tema di educazione civica interdisciplinare connesso con tutte le materie, per le classi terze della scuola primaria in cui insegno.

    E siccome dalla lettura ad alta voce nascono sempre i progetti più belli, ci siamo affidate al libro Il colore delle emozioni di Anna Llenas (Gribaudo, 2012) o Colour Monster nell’edizione inglese.

    Il mostro dei colori è un mostro confuso, ha un nodo nel petto e tante emozioni a cui non sa dare un nome. Le emozioni sono mischiate e gli creano grandi difficoltà. Ma una bambina lo aiuta: prende dei barattoli e assegna ad ogni barattolo un’emozione. Si crea un po’ di ordine: si individua la calma, la tristezza, la felicità, la rabbia, la paura: le emozioni vengono spiegate e accolte.

    Il libro è stato letto anche nella sua edizione inglese ed è stato apprezzato dai bambini che hanno imparato a leggerlo nella lingua straniera. Oltre alla lettura, si è passati poi alla costruzione di un termomentro delle emozioni a cui dedicare ogni giorno qualche minuto. 

    Il termometro delle emozioni costruito in classe

    Il termometro delle emozioni si è rivelato essere uno strumento utile per conoscersi, per parlare di sè, per spiegare perché si è calmi, arrabbiati, felici, pensierosi, imbarazzati…dove attraverso il racconto di episodi della vita personale e familiare, i bambini si aprono e provano a dare un nome alle emozioni che sentono. Parlando di emozioni e raccontandosi, spesso sono uscite problematiche relazionali interne alla classe, piccole incomprensioni che in questo modo si sono risolte.

    In italiano, abbiamo utilizzato il kamishibai per la lettura dell’albo illustrato, e i bambini hanno realizzato un grande cartellone che occupa buona parte della parete della biblioteca.

    In arte si è proposto ai bambini di abbinare ad ogni emozione un’opera famosa. E così alla paura si è associato “L’urlo” di Munch, alla tristezza “Il ritratto del dottor Gachet” di Van Gogh, alla rabbia “L’anima dannata” Di Bernini, alla gioia “La passeggiata” di Marc Chagall e così via.

    Molto importante è stato l’ausilio di altri testi per completare l’esplorazione delle emozioni come Un mare di tristezza ed. Minibombo, Rime di Rabbia di Bruno Tognolini, La paura che diventa coraggio di Luca Mazzucchelli e Giulia Telli.

    Ogni emozione è complessa, sfaccettata, ricca di sfumature.

    Parlare di emozioni e confrontarci su di esse, ci ha dato la possibilità di trovare strategie per poterle tirare fuori e accoglierle nel giusto modo nella nostra vita.

    Chi è Simona Tondo?
    Sono insegnante nella scuola primaria a Lizzanello, provincia di Lecce e mamma di due gemelline di 7 anni.
    Laureata in Scienze Pedagogiche e Scienze della Formazione Primaria. Da circa 10 anni mi occupo di letteratura per l'infanzia e promozione della lettura a scuola e fuori dalla scuola. Ho frequentato corsi con Nati per Leggere, AIB, Hamelin, Artebambini e Accademia Drosselmeier. 
  • Vi racconto oggi di un albo fotografico che mi è capitato tra le mani quasi per caso durante l’ultima gita in biblioteca con i miei due bambini. L’albo si intitola “A children’s zoo” pubblicato per la prima volta nel 1985 dalla fotografa e autrice statunitense Tana Hoban. L’autrice, che è giunta sugli scaffali delle librerie italiane solo da qualche anno a questa parte, è nota per i suoi libri in bianco e nero ad alto contrasto, che trovate pubblicati dagli editori Camelozampa e Editoriale Scienza, anche se il suo vasto catalogo rimane ancora inedito per il mercato italiano.

    Cos’è un libro fotografico? Qui il link all’articolo completo sui libri fotografici per bambini

    L’edizione che ho trovato in biblioteca è quella francese: la Francia, non a caso, è stata patria d’elezione della Hoban, che vi si è trasferita nel 1983, e che ha visto una prolifica attività di pubblicazione proprio in quegli anni, permettendo una grande diffusione del libro fotografico per bambini nel mercato editoriale francese.

    Tana Hoban, A children’s zoo

    In A children’s zoo, Tana Hoban ci porta allo zoo. Con l’aiuto di fotografie e poche parole, conosciamo così uno dopo l’altro gli inquilini di uno zoo cittadino. Per ogni animale troviamo sulla facciata di sinistra alcune informazioni (di che colore sono, una loro peculiarità fisica e l’azione che compiono) e a destra una fotografia che li ritrae all’interno di un un riquadro.

    tana hoban - a children's zoo

    Un glossario alla fine del libro permette al bambino di ripercorrere ogni animale, per sapere dove vive e cosa mangia.

    Come leggere questo libro? Ecco alcuni spunti e idee

    Partendo dal fatto che non c’è un modo giusto o sbagliato di leggere un libro, ecco alcune idee su come proporlo, a seconda dell’età e competenze dei bambini.

    Con i bambini più grandi, il gioco che preferisco in assoluto è quello di giocare ad indovinare l’animale. Vi faccio un esempio: voi date al bambino uno o più indizi (è un animale a strisce bianche e nere, oppure il suo verso è il barrito e vive in Africa e India, è un erbivoro, e così via) e il bambino deve individuare di che animale si tratta. Oppure, un altro gioco è quello di abbinare gli animali ai continenti, tenendo sotto mano una mappamondo.

    Se invece i bambini sono più piccoli, potete cercare i versi degli animali e ascoltarli in corrispondenza dell’animale. Chi sa qual’ il verso della giraffa?

    Hai già scaricato la bibliografia gratuita con i migliori libri fotografici?

    Se l’articolo ti è piaciuto condividilo e lasciami un commento,

    Manuela

  • Ciao, lettrici e lettori di Tre Libri Alla Volta! Sono felice di essere di nuovo ospite di questa pagina.
    Oggi vorrei accompagnarvi alla scoperta di tre albi illustrati che hanno in comune un filo conduttore. Albi che raccontano, da punti di vista e attraverso simbologie diversi, la nascita, l’arrivo di una piccola persona nuova nella famiglia.

    Tutto cambia (Orecchio Acerbo, 2019)

    Il primo albo illustrato ha il tratto inconfondibile e il sapore da nuovo classico di Anthony Browne.
    Tutto cambia, pubblicato la prima volta nel 1990, è arrivato sui nostri scaffali nel 2019 grazie ad Orecchio Acerbo. Qui il focus è sul nuovo arrivo come metamorfosi del mondo conosciuto fino ad allora.

    Joseph Kaye si alza una mattina e nota che la sua casa, tranquilla e silenziosa, sta iniziando a trasformarsi. Suo padre quella mattina è uscito per andare a prendere sua madre, e gli ha detto che tutto stava per cambiare.

    Tutto cambia, Anthony Browne (Orecchio Acerbo, 2019)

    Sappiamo solo questo mentre osserviamo lo sconcerto di Joseph nell’osservare due orecchie da gatto spuntare al bollitore, in cucina. Poi delle ali e un becco da corvo ad una pantofola. Un naso e una bocca al lavandino del bagno. Quando il divano diventa un alligatore e la poltrona si trasforma in gorilla (elemento ricorrente negli albi di Browne), prova a cambiare aria, ma anche in cortile niente è come sembra. Le cose diventano proiezione, forse, di un lieve tumulto interiore del protagonista, del suo timore – misto a curiosità – verso l’ignoto.

    Tutto cambia, Anthony Browne (Orecchio Acerbo, 2019)

    Ogni tavola è ricca di dettagli da scoprire: le citazioni ispirate alla storia dell’arte si mescolano ad elementi naturali e a simboli legati alla generazione, alla nascita e alla maternità. Solo alla fine scopriremo cosa intendeva dire il papà, quando la luce entra da una porta socchiusa e sentiamo un vagito segnare un nuovo inizio. 

    Una perdita d’acqua (Camelozampa, 2022)

    Un fratello maggiore è protagonista anche in Una perdita d’acqua, nuova uscita per Camelozampa, a cura di Pauline Delabroy-Allard, e illustrato da Camille Jourdy, che personalmente ho adorato nel fumetto Nel paese delle Veramiglie (Arka).

    Nino stava dormendo nella sua cameretta, quando si sveglia e si alza per cercare la sua balena di peluche. In cucina si trova di fronte ad una scena difficile da decifrare. C’è dell’acqua per terra, vicino alla lavatrice, la mamma sta facendo degli strani gemiti e smorfie Il papà lo tranquillizza dicendogli che è solo una perdita d’acqua e lo riporta nel letto, insieme alla balena ritrovata.

    Una perdita d’acqua (Camelozampa, 2022)

    E senza soluzione di continuità, scivoliamo con Nino in un sogno straordinario. Un sogno che lo vede tuffarsi nell’oblò della lavatrice e finire in un coloratissimo mare, per poi seguire una luce, emergere in superficie. Nino si ritrova a partecipare ad una regata in un’onirica Venezia, deliziosamente popolata da tante fantastiche creature terrestri e marine, tra le quali vediamo spuntare anche alcuni personaggi del Paese delle Veramiglie.

    Al suo risveglio troverà la nonna ad aspettarlo in cucina, perché mamma e papà sono in ospedale: mentre dormiva è successo qualcosa di straordinario.

    Una perdita d’acqua (Camelozampa, 2022)

    Anche tra queste pagine potrete divertirvi a rintracciare tutti i simboli legati al mondo acquatico e alla fertilità, mentre Nino vive la sua avventura che riecheggia in forma inconscia il viaggio che sta facendo il suo fratellino per arrivare nel mondo.

    Ascolta, mamma (Kira Kira, 2019)

    Ha un taglio diverso Ascolta, mamma di Sachie Hattori, edito da Kira Kira. Un albo che immagina e ci fa immaginare il tempo prima della nascita. Qui la voce è quella di una bambina che racconta alla mamma i suoi ricordi della vita prenatale, ricordi da afferrare e trattenere ancora un attimo, prima che scompaiano.

    Ascolta, mamma (Kira Kira, 2019)

    In un universo misterioso e affascinante che è un po’ oceano, un po’ cielo e un po’ selva, i bimbi non ancora nati, frammenti di stelle nei loro pigiamini, devono affrontare un lungo e complicato viaggio per arrivare nella vita e raggiungere la mamma e la famiglia che hanno scelto.

    Ascolta, mamma (Kira Kira, 2019)

    Anche qui troviamo l’acqua come elemento che accompagna la transizione da un mondo all’altro. Durante una tratta in nave, i bimbi iniziano ad avere anticipazioni della complessità della vita futura.  I piccoli non ancora nati sono coraggiosi – un po’ pesci, un po’ uccelli, sanno nuotare e volare e non si perdono nella giungla e neanche nella nebbia. Fino a che arrivano al confine, e si preparano a passare una porta piena di luce, perché sanno che fuori c’è qualcuno che li aspetta.

    Un percorso emozionante e una possibile, suggestiva risposta alle domande sul “dov’ero prima di nascere”.

    Chi è Polly (Elena Poletti)?
    
    Sono una lettrice appassionata di letteratura per bambini e ragazzi, sulla quale continuo a formarmi e di cui scrivo nel mio blog Immaginarie (https://immaginarie.net/). 
    Nella vita fuori dalle pagine, ho studiato nell'ambito delle scienze sociali e lavoro nella comunicazione nel non profit. 'Da grande' vorrei cambiare (un pochino) il mondo e, alla fine, diventare una brillante vecchia eccentrica. 
    
  • Negli ultimi dieci anni si è parlato molto del ritorno alla terra, ovvero della tendenza di molti giovani nel voler lasciare la città per scommettere sulla campagna. Non solo figli di agricoltori, ma anche ragazzi e ragazze provenienti da altri settori ed esperienze. Alle spalle, spesso c’è una laurea, conseguita in una città diversa dalla propria, le prime esperienze in azienda, fino al desiderio di tornare a casa e fare qualcosa nella propria comunità. Un po’ come ha fatto Mino, che dopo un master in food&wine sogna di tornare all’uliveto di famiglia a produrre olio e miele. Oppure come Lorenza, che dopo un lavoro come dipendente, ha deciso di rilevare i terreni abbandonati di famiglia e ha creato una piccola fattoria didattica con vendita diretta dei prodotti coltivati.

    Sono stata quindi felice di sapere che Slow Food ha pubblicato in Italia (2020) un albo come questo, capace di mostrare ai bambini com’è la vita all’interno di una fattoria biologica.

    Da dove arriva il cibo che mangiamo tutti i giorni? Com’è la vita di un agricoltore? Cosa si fa in una fattoria? Quando si raccoglie il miele? Cos’è una mietitrebbia? Perchè si tosano le pecore?

    Un anno in fattoria: un viaggio illustrato alla scoperta di una fattoria biologica

    Un anno in fattoria di Nancy Castaldo e Ginnie Hsu è un viaggio illustrato alla scoperta di una fattoria biologica attraverso le stagioni: dai tipi di fattorie esistenti, alle razze di galline più diffuse, dai frutteti agli alveari, dalla manutenzione dei macchinari alla tosatura delle pecore.

    In primavera, quando le giornate si allungano e all’alba gli uccelli cominciano a cantare, scopriamo quali sono le attività del contadino e visitiamo il pollaio, imparando cosa mangiano le galline e quando avviene la schiusa delle uova. Conosciamo i macchinari e gli attrezzi agricoli che vengono usati, e poi…tutti al mercato!

    Un anno in fattoria: primavera

    In estate, i rami degli alberi sono coperti da foglie e frutti: scopriamo cos’è la fotosintesi, conosciamo le varietà di mais e le più diffuse razze bovine che si trovano in Italia. Ne conoscete qualcuna?

    Un anno in fattoria: estate

    Siamo in autunno: le giornate sono più corte e l’aria è più fredda. Assistiamo alla raccolta delle mele, conoscendo alcune delle varietà più conosciute (come la fuji e la golden), lavoriamo in un campo di zucche scoprendo che ne esistono di tutti i tipi da quelle di forma allungata a quelle più tonde e arancioni come le new england sugar pie. E’ il momento di fare le conserve e di preparare i campi per l’inverno.

    Un anno in fattoria: autunno

    In inverno, accompagnamo l’agricoltore nelle sue attività principali: si pulisce il pollaio, si prepara la legna, si potano gli alberi, si comprano le sementi e si fa il pane in casa (in fondo all’articolo vi lascio la ricetta!)

    Un anno in fattoria: inverno

    La scansione temporale è chiara e permette ai bambini di immaginare come viene distribuito il lavoro in fattoria nel corso dell’anno, e a quali attività è chiamato il contadino. Certo, le illustrazioni di Ginnie Hsu mostrano una realtà quasi naïf, idealizzata, che forse è rappresentativa di poche, pochissime piccole realtà. Nonostante questo, è un utile punto di partenza per conoscere meglio la fattoria e avere un’affascinante visione d’insieme del lavoro del contadino!

    Un anno in fattoria è una lettura appassionante e ricca di spunti per parlare di benessere animale, allevamento, sostenibilità e tutela dell’ambiente con i bambini più grandi, e per imparare a riconoscere gli animali (come mucche o galline) che si sono visti durante una gita fuori porta.

    Sono tante le aziende agricole che hanno aperto le porte ai visitatori: dalla didattica ai laboratori, dall’educazione ambientale a quella del gusto. E tante sono le opportunità per visitarle con i bambini, che dall’ambiente naturale, a cui sono sempre meno esposti, possono trarre benessere e sviluppare sensibilità nuove.

    Consigliato dai 4/5 anni, ma può essere letto anche prima, con la mediazione di un adulto.

    E per i più golosi, ecco la ricetta del pane da fare in casa!

  • Ecco una selezione di albi illustrati da leggere questa primavera! Tanti libri, tutti diversi, per alimentare curiosità e conoscenza, o per godersi una bella storia stesi sul prato.

    Prime scoperte di primavera: albi illustrati per i più piccoli

    Una margherita, una foglia, una coccinella, un bastoncino sul marciapiede, il verso di un uccello, la terra fresca e bagnata. Quanti tesori trovano i bambini in natura!

    Ecco quattro libri sulla primavera per i più piccoli. Letture che si distinguono per una struttura narrativa semplice, illustrazioni affascinanti e di qualità, in grado di stupire e accompagnare i bambini alla scoperta del mondo naturale.

    Quando leggerli? Quando preferite! Dai 18 mesi in poi li trovo adeguati, ma sappiate che l’età è un criterio soggettivo che serve ad orientarvi, non prendetelo mai come un limite!

    Libri sulla primavera per i più curiosi

    Se la primavera suscita tante domande e tante curiosità, ecco una serie di albi illustrati che fa al caso vostro: vanno bene a tutte le età, ma perfette dai 4 anni (e prima con la mediazione di un adulto). Tante informazioni e illustrazioni per poter ordinare e catalogare le meraviglie della natura.

    Albi illustrati di diverso formato, da portarsi dietro durante un gita al parco o un pic-nic in montagna, per imparare come si chiamano piante e insetti e per alimentare la curiosità e la passione nei confronti del mondo naturale.

    Storie di primavera: cinque albi illustrati da non perdere

    Chi ha voglia di ascoltare una bella storia seduto sull’erba? Magari è sabato, l’aria è tiepida e avete tutta la giornata davanti a voi insieme ai bambini. Dai libri che parlano di primavera, alla gara per il giardino cittadino più bello, fino alla vita all’interno di un alveare. 5 storie in cui la primavera è regina indiscussa.

    Libri che hanno trovato il favore e l’entusiasmo tra i bambini di 2-4 anni, ma che potete leggere quando ne avete voglia e quando i vostri bambini sono pronti!

    Libri sulla primavera per esploratori provetti

    Per i bambini più grandi che hanno voglia di avere nozioni più precise, vi consiglio questi libri. Consigliati dagli 8 anni in su, ma anche prima se letti insieme ad un adulto. Curiosità, nozioni scientifiche, illustrazioni affascinanti, esperimenti e dettagli insoliti sul mondo animale e vegetale.

    Il club dei cerca-cose: avventure ambientali per posta

    L’ultimo consiglio non è un libro, ma una proposta di attività di grande valore e qualità, che trovo perfetta da fare questa primavera. Avete mai sentito parlare del club dei cerca-cose?

    Il Club dei Cerca-cose è una casa editrice specializzata in giochi per bambini sulla natura con la missione di ispirare le bambine e i bambini a fare la differenza, prendendosi cura della Terra e degli altri, Avventura dopo Avventura.

    Se sei curioso/a, ne avevo parlato anche qui.

    Club dei cerca-cose: avventure ambientali..per posta!

    Qual’è il libro che leggerete in queste prime domeniche di sole e tepore primaverile?

  • “Non guadagnavamo niente dalla fattoria, perché il suolo nella nostra regione non è tanto adatto alla coltivazione. Così abbiamo smesso di arare i campi, di mungere al chiuso e abbiamo lasciato che le mucche, i cavalli, i maiali e i cervi, vagassero liberi sui nostri terreni. Sono accadute cose incredibili, la vita selvatica è tornata nei nostri campi.” – Isabella Tree, autrice

    Quando siamo ritornati selvaggi di Isabella Tree e Allira Tee, con il titolo originale in lingua inglese When we went wild. A story about how we can bring nature back è una storia sensibile e attenta all’ambiente, che mostra quanta bellezza può arrivare se ci si lascia guidare dai ritmi della natura. Pubblicato in Italia da Slow Food Editore (2021), casa editrice dell’omonima associazione internazionale, che ha a cuore i temi della sostenibilità alimentare, biodiversità e educazione al gusto.

    Quando siamo ritornati selvaggi: la trama

    Nancy e Jake allevano mucche e maiali, e coltivano la terra con grossi macchinari, usando pesticidi e sostanze chimiche. Curano gli animali e il raccolto come tutti gli altri contadini, ma si rendono conto che qualcosa non va, che la loro fattoria manca di vita.

    I due, arrivano a maturare la consapevolezza che qualcosa nelle loro vite deve cambiare.

    Un’urgenza, quella del cambiamento, che li scuote a tal punto da fargli cambiare approccio al lavoro nei campi. Cosa succeredebbe se trasformassero la fattoria in una specie di giungla?

    Ecco che la fattoria inizia a ripopolarsi di vegetazione e animali. Tornano le api, gli insetti, e la vegetazione inizia a ripopolare i campi.

    Ma non tutti sono contenti di questo cambiamento: le aziende agricole vicine pensano che la vegetazione selvaggia sia fuori controllo, che il paesaggio sia rovinato, e protestano a gran voce.

    Una scampata alluvione, aiuterà gli abitanti del villaggio e gli altri contadini a vedere le cose da una nuova prospettiva…

    Quando siamo ritornati selvaggi: una storia autobiografica

    Una storia autobiografica, che l’autrice racconta attraverso i personaggi di Nancy e Jake, e che riflette la scelta fatta insieme al marito Charles, di ritornare “selvaggi” nella loro fattoria del West Sussex, in Regno Unito.

    Un albo illustrato che lancia un monito importantissimo: quello di avere maggiore cura del suolo, rispettando la natura e i suoi ritmi, ad esempio “dando ai terreni un tempo di recupero, permettendo agli insetti di impollinare le piante e lasciando che siano loro a tenere sotto controllo i parassiti”. L’insieme di queste pratiche si chiama agricoltura rigenerativa.

    Un ritratto fedele di come l’agricoltura moderna e l’allevamento intensivo non sono garanzia di benessere umano e animale, e di come sia fondamentale pensare a soluzioni alternative per migliorare le condizioni del presente.

    E noi cosa possiamo fare? Impegnarci per favorire la creazione di spazi naturali vicino a noi: sui pendii delle colline, nel parco cittadino, ai margini delle strade, nei giardini delle chiese e anche sui davanzali delle nostre case! Per dare vita a un mondo più selvatico e felice.