• Lo sapevate che anche nei libri per bambini possono nascondersi stereotipi di genere?

    “Il trattore della nonna” (Giralangolo, 2014), scritto e illustrato da Anselmo Roveda e Paolo Domeniconi, è una lettura che ci dimostra quanto sia semplice promuovere la parità di genere fin dall’infanzia, anche attraverso le storie che scegliamo di raccontare ai nostri figli. Le rappresentazioni presenti nelle narrazioni contribuiscono infatti a plasmare i riferimenti culturali e le idee di bambine e bambini. Per questo è fondamentale offrire letture libere da modelli discriminatori e preconcetti.

    “Il trattore della nonna” racconta con naturalezza la quotidianità di una coppia di anziani in cui la nonna svolge attività tradizionalmente attribuite agli uomini, mentre il nonno si dedica a compiti solitamente considerati femminili. Un piacevole ribaltamento dei ruoli tradizionali, che sfida l’idea stereotipata della donna in cucina e dell’uomo al lavoro fuori casa. Proprio per questo, la casa editrice Giralangolo ha dato vita alla Collana Sottosopra, un progetto editoriale ambizioso che mira a contribuire all’abbattimento degli stereotipi di genere nella letteratura per l’infanzia.

    Libri contro gli stereotipi di genere – Il trattore della nonna

    “Il trattore della nonna” è un racconto che celebra la vita di campagna in tutta la sua bellezza: il sole che fa capolino sulle colline ondulate, il lavoro nei campi..ma anche il profumo di cose buone, i doni della terra e l’aria frizzante di primo mattino. Ha piovuto tutta la notte: l’erba è più verde e l’aria è pervasa dal petricor. Grosse gocciolone di pioggia cadono in sequenza dal tetto della cascina sul marciapiede di pietra, facendo paf paf. Una nuova giornata ha inizio e l’aria fresca di inizio autunno dà il buongiorno a nonno e nonna.

    il trattore della nonna libro

    Anche oggi bisogna alzarsi presto per andare a lavorare in campagna. Questo è il lavoro di nonna, che infatti adora montare in sella al suo trattore rosso dalle grandi ruote e partire alla volta dei campi! Tra le cose preferite di nonna c’è anche indossare gli stivaloni di gomma e fare splash nelle pozzanghere
    Dopo una passata di lucidalabbra gusto lampone, la nonna è pronta! Il suo trattore ha anche un nome: Signor Tamagnùm lo ha soprannominato lei.

    Il nonno la saluta e la vede scomparire all’orizzonte: anche per lui si prospetta una giornata di intenso lavoro: tra lavatrici da stendere e piatti da lavare..trova pure il tempo di preparare una crostata di ciliegie!

    Ma prima di lavare i piatti c’è il tempo di fare la marmellata di prugne col microonde, bastano dieci minuti e non si sporca niente, il nonno l’ha imparato su internet..!

    Ecco fatto! Nonna è tornata a casa..che bella sorpresa le ha preparato il nonno!

     Un libro illustrato dal testo di semplice lettura ma non semplificato nei concetti, adatto a partire dai 3 anni per la sua struttura narrativa.

    Le illustrazioni, che richiamano ad una realtà vicina all’esperienza dei bambini, sono in grado di catturare la loro attenzione anche prima dei 3 anni: qui potete divertirvi a osservare e indicare i nonni, il trattore, la cucina, la frutta, gli animali della fattoria, la torta e tutti quegli elementi familiari ai bambini di questa età.

    Consigliato perchè racconta con estrema naturalezza, la quotidianità di questa coppia di nonni dai modi gentili. Un racconto che può accompagnare i bambini, ed insegnare loro, l’educazione all’uguaglianza, intesa come parità di genere.

    Se siete interessati, date un’occhiata al catalogo della casa editrice! https://www.edt.it/catalogo/genere/bambini-e-ragazzi/collana/giralangolo-sottosopra

    Autore: Anselmo Roveda
    Illustratore:Paolo Domeniconi
    Collana Giralangolo – Sottosopra
    pp.28
    Data di uscita: 2014
    ISBN 9788859205500

    Buona lettura!
    Tre Libri Alla Volta

     

  • “Si dice che nel bosco ci sia un lupo affamato…”.

    Comincia così “Affamato come un lupo“, scritto e illustrato da Silvia Borando, edito nel 2018 dalla reggiana Minibombo, casa editrice tutta dedicata ai piccolissimi lettori e agli adulti che leggono con loro.

    Un incipit che rimanda alle fiabe classiche e a quei racconti popolari dove il lupo è una creatura da temere, una presenza che si aggira nel cuore del bosco e pronto a divorare bambini indifesi.
    Il lupo che ci racconta Silvia Borando in questo albo dal piccolo formato, non è da meno. E’ un lupo misterioso (lo si incontrerà solo nelle ultime pagine) dove il mistero viene alimentato dal vociferare degli animali della foresta. Lo ripeterà ad ogni incontro con gli animali la lepre “Si dice che…” per metterli in guardia del pericolo incombente.

    Dopo “Il libro gatto“, “Vicino lontano“, “Si vede non si vede” e molti altri racconti dell’omonima autrice e casa editrice, Silvia Borando in questo libro ci racconta la fuga degli animali della foresta da un lupo affamato, in una corsa folle e forsennata, sotto l’esortazione (quasi allo sfinimento) di una lepre, un po’ sciocca e un po’ premurosa.

    “Affamato come un lupo” è una storia basata sulle similitudini e sugli stereotipi dove i vizi e le virtù degli animali diventano ostacoli più insidiosi della fame del lupo.

    Affamato come un lupo – chi scappa dal lupo?

    Una lepre rosa, una lumaca gialla molto pigra, un ghiro sonnolento, un mulo estremamente testardo e una talpa occhialuta: cinque protagonisti davvero speciali. La lepre, terrorizzata dalla presenza di un lupo che si aggira nella foresta, decide di mettersi in salvo e, durante la fuga, cerca di avvertire gli altri animali del pericolo imminente.

    Incontra per prima la lumaca, che però si muove con la consueta lentezza. Decisa a non perdere tempo, la lepre la prende in spalla e prosegue la corsa. Dopo aver attraversato la foresta, i due si imbattono in un ghiro: avvisato del pericolo, lui però non mostra alcuna intenzione di muoversi, fedele alla sua fama di animale estremamente pigro. Così, in un gesto di grande altruismo, la lepre, con la lumaca ancora in spalla, prende il ghiro per la coda e riprende la fuga.

    L’unico che non può essere di alcun aiuto è il mulo, troppo grande da trasportare e, soprattutto, testardo come solo un mulo sa essere.

    Questo libro, di dimensioni contenute, è ideale sia per una lettura condivisa che ad alta voce davanti a un pubblico di bambini, grazie alla ricchezza di spunti che stimolano l’interazione e la partecipazione. La storia è divertente e coinvolgente, con un finale a sorpresa, e si avvale di una grafica semplice e immediata, accompagnata da pagine dai colori vivaci. La combinazione perfetta per rendere questa lettura un’esperienza davvero piacevole e ben riuscita.


    P.S. Oltre alla versione cartacea, è disponibile anche un’app digitale della storia, scaricabile da App Store e Google Play. Nel gioco, il giocatore dovrà guidare i quattro protagonisti attraverso deserti aridi, caverne oscure e audaci voli in mongolfiera, con l’obiettivo di portarli a un meritato picnic all’aperto, dove finalmente potranno festeggiare… alla faccia del lupo! O forse no?

  • Una mamma è come una casa è l’ultimo capolavoro illustrato firmato Aurore Petit, edito in Italia da Topipittori (2020). Quarantotto pagine, per raccontare il primo anno di vita di un bambino e della sua mamma. Un libro da regalare a chi sarà presto mamma e a chi mamma lo è già. Un libro da collezionare e da sfogliare per farci ricordare il primo anno di maternità.

    I colori vivaci e fluorescenti delle illustrazioni, i contorni nitidi e il cartoncino spesso delle pagine, fanno di questo albo un piccolo tesoro, che spinge chi lo sfoglia a ricercare dettagli ed emozioni del proprio vissuto. Il testo è quasi del tutto assente fatto salvo per la metafora presente a ogni fondo pagina “una mamma è come…”. Aurore Petit, in questo albo, tramite un veritiero racconto per immagini, ci mostra i molti volti di una mamma. C’è la mamma canguro con il suo piccolo in fascia e quel senso di eroismo stampato sul volto, che solo una mamma che ha appena partorito può capire. C’è la mamma “che è come una fontana” in una tenerissima scena in cui il papà imbocca la sua compagna che sta allattando.

    La mamma di questa storia è una creatura in costante cambiamento, ma lontana da stereotipi e idealizzazioni: è una mamma castello, una mamma conchiglia, una mamma specchio, una mamma melodia, paesaggio, albero… Una mamma a volte severa, a volte no, una mamma finestra dalla quale affacciarsi e scoprire il mondo. Una mamma che si evolve e cambia secondo i bisogni del suo bambino, ma anche perché cambiare fa parte della vita.

    Oltre alla mamma, però, c’è anche papà: una presenza costante e affettuosa che accompagna, sostiene e condivide assieme alla sua compagna il compito di essere genitore. Un papà occhialuto e dai modi gentili alle prese con pulizie, spesa e accudimento dei figli.

    Aurore Petit ci regala con questo albo, uno spaccato di famiglia moderna, dove la genitorialità è sempre più condivisa. Un racconto che sa di tenerezza e di realtà: come lo yogurt sul comodino e il disordine della stanza, le giornate passate a giocare sul tappeto, lo svezzamento (la mamma è come un grande chef) e i primi passi.

    P.S La copertina del libro si apre e si trasforma in un poster!