Riparto da qui: sei anni di blog

Cari lettori di tre libri alla volta, come state?
Riemergo dopo anni di silenzio, durante i quali questo spazio, in qualche modo, ha continuato a reggersi da solo: da un lato, sostenuto dall’idea di un lavoro portato avanti nel tempo e dall’altro grazie ai rinnovi automatici del piano di abbonamento WordPress, che mi hanno tenuta, silenziosamente, incollata qui.

Provo a ripercorrere mentalmente quegli anni. I primi articoli pubblicati risalgono all’estate del 2020. Anni felici e sospesi: siamo nel pieno della pandemia, da poco diventati una famiglia di tre, io avevo lasciato il mio lavoro d’ufficio con gratitudine, ma anche con una grande incertezza per ciò che sarebbe stato. Ed é in quel momento che scopro la letteratura per l’infanzia.

Ricordo chiaramente che, a un certo punto, era diventata quasi un’ossessione: com’era possibile che un libro destinato all’infanzia riuscisse a parlare così profondamente anche a noi adulti? Perché avevo l’impressione che le storie contenute in quelle pagine si rivolgessero a me, a noi, all’umanità intera?

Quelle storie – universali, vere, meravigliose – non potevano esaurire la loro potenza nel semplice gesto di chiudere un libro. Continuavano a vivere. Sussurravano emozioni, vissuti, ricordi e nostalgie, riportando alla luce aspetti del presente e del passato che credevo di aver dimenticato. I libri per bambini che avevo scoperto parlavano, in fondo, proprio a questo: alla nostra esperienza umana. Più leggevo, più mi rendevo conto che questa letteratura “destinata ai bambini” contenesse un messaggio molto più ampio.

In un saggio di Giorgia Grilli ho letto che la vera letteratura ha a che fare con la possibilità di rievocare la nostra natura più autentica e profonda, una natura che appare tanto più umana quanto più è in dialogo con l’universo. E allora la domanda tornava, inevitabile: che cosa c’entrano l’universo, il contatto con le origini, con una storia per bambini? Christopher Booker nel suo libro “The seven basic plots: why we tell stories” scrive che l’impulso a raccontare storie sarebbe uno dei modi più potenti, codificati in noi dall’evoluzione, per esprimere e non perdere il contatto con le nostre origini.

Con il passare degli anni ho capito che quelle intuizioni iniziali sulla forza della grande letteratura non erano episodi isolati, né il frutto dell’entusiasmo per una scoperta recente. Non erano una novità destinata a svanire, ma qualcosa che sento appartenermi profondamente. Le grandi storie non si fermano all’infanzia: attraversano le età, parlano anche al mondo adulto e, nel farlo, ci chiedono di cambiare sguardo, di spostarci leggermente, di osservare il reale da un’altra prospettiva.

Queste sono le ragioni per cui ho deciso di aprire questo blog e parlare di libri: condividere impressioni, riflessioni e scoperte intorno alla letteratura per l’infanzia, nel tentativo di comprendere meglio me stessa, e la vita su questo Pianeta!

In questi sei anni, tante cose sono cambiate. Ho cambiato carriera e sono diventata un’insegnante. E se sono dove sono ora, è anche grazie a questo spazio che, a piccoli passi, mi ha dato la spinta per inseguire i miei desideri e lavorare a contatto con l’infanzia.

Mi rendo conto solo ora che questo spazio non ha mai avuto una vera presentazione di chi scrive, di chi sta dietro allo schermo. Arriverà anche quel momento, per ora voglio rallegrarmi nell’iniziare questo nuovo anno con questo proposito: quello di ripartire. Ripartire a scrivere. Per me, per voi che leggete. I libri non sono mai scomparsi, ma forse ora è arrivato il momento di tornare a parlarne.

Manuela

P.S…se questo spazio è sopravvissuto anche nei momenti di pausa, lo deve anche alle visualizzazioni e alle persone che ogni giorno approdano qui. Siete anche voi, tra le altre cose, a motivarmi a riprendere le redini di questo progetto!

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