Si può parlare di emozioni a scuola?

L’inizio di un nuovo anno scolastico è alle porte, e come tutti gli inizi porta con sè una buona dose di aspettative, emozioni di ogni tipo, speranze, paure. E’ un nuovo anno di scuola per bambini e ragazzi, ma anche per i loro genitori, insegnanti, e per tutte le persone che gravitano nel mondo della scuola. E’ un ricominciare dopo una lunga pausa estiva in cui tutti, almeno un pochino, siamo cambiati. Abbiamo fatto nuove esperienze, sperimentato routine diverse (e chi non lo farebbe in tre mesi di vacanze?!), qualcuno ha cambiato taglio di capelli, i bambini sono diventati grandi, sono nate nuove amicizie e la voglia di vedersi di nuovo in classe è tanta.

In questo articolo vorrei parlare di emozioni, un tema che talvolta può sembrare inflazionato o scontato, soprattutto se lo si fa alla scuola primaria. Perchè è così importante parlare di emozioni a scuola? Che relazione c’è tra apprendimento ed emozioni?

Emozioni e apprendimento

Checchè se ne dica, parlare di emozioni è necessario, non solo per i bambini, ma anche per gli adulti. Come gestire altrimenti le emozioni quando non le sappiamo riconoscere? Come fare affinchè i bambini coltivino l’intelligenza emotiva e siano in grado di esprimere come si sentono? E che impatto ha tutto ciò sullo stare in classe e sui processi di apprendimento?

La didattica emozionale o intelligenza emotiva deve essere una priorità. 

Daniela Lucangeli scrive: “Le emozioni accompagnano ogni esperienza di apprendimento. Se vogliamo che i bambini apprendano ottenendo il meglio da sé, dobbiamo farli apprendere con il sorriso”. La Lucangeli, docente di Psicologia dello sviluppo all’Università di Padova, ha sviluppato il concetto di cortocircuito emozionale per descrivere quelle situazioni di difficoltà emotiva, paura, dolore che rendono difficile l’apprendimento.

Tutto dipende da come si considerano i bambini: sono vasi da riempire o fuochi da accendere? Sono alunni da istruire o bambini da educare?

Tutto parte dal tempo della cura, dell’attenzione e da quanto ci dedichiamo a loro. Si parla di cose semplici: chiedere come stanno, cosa hanno fatto di bello nel fine settimana, raccontare, raccontarsi.  

Il colore delle emozioni: un percorso interdisciplinare sulle emozioni a scuola

Queste riflessioni hanno accompagnato me e le mie colleghe all’inizio dell’anno scolastico, quando eravamo alla ricerca di un tema di educazione civica interdisciplinare connesso con tutte le materie, per le classi terze della scuola primaria in cui insegno.

E siccome dalla lettura ad alta voce nascono sempre i progetti più belli, ci siamo affidate al libro Il colore delle emozioni di Anna Llenas (Gribaudo, 2012) o Colour Monster nell’edizione inglese.

Il mostro dei colori è un mostro confuso, ha un nodo nel petto e tante emozioni a cui non sa dare un nome. Le emozioni sono mischiate e gli creano grandi difficoltà. Ma una bambina lo aiuta: prende dei barattoli e assegna ad ogni barattolo un’emozione. Si crea un po’ di ordine: si individua la calma, la tristezza, la felicità, la rabbia, la paura: le emozioni vengono spiegate e accolte.

Il libro è stato letto anche nella sua edizione inglese ed è stato apprezzato dai bambini che hanno imparato a leggerlo nella lingua straniera. Oltre alla lettura, si è passati poi alla costruzione di un termomentro delle emozioni a cui dedicare ogni giorno qualche minuto. 

Il termometro delle emozioni costruito in classe

Il termometro delle emozioni si è rivelato essere uno strumento utile per conoscersi, per parlare di sè, per spiegare perché si è calmi, arrabbiati, felici, pensierosi, imbarazzati…dove attraverso il racconto di episodi della vita personale e familiare, i bambini si aprono e provano a dare un nome alle emozioni che sentono. Parlando di emozioni e raccontandosi, spesso sono uscite problematiche relazionali interne alla classe, piccole incomprensioni che in questo modo si sono risolte.

In italiano, abbiamo utilizzato il kamishibai per la lettura dell’albo illustrato, e i bambini hanno realizzato un grande cartellone che occupa buona parte della parete della biblioteca.

In arte si è proposto ai bambini di abbinare ad ogni emozione un’opera famosa. E così alla paura si è associato “L’urlo” di Munch, alla tristezza “Il ritratto del dottor Gachet” di Van Gogh, alla rabbia “L’anima dannata” Di Bernini, alla gioia “La passeggiata” di Marc Chagall e così via.

Molto importante è stato l’ausilio di altri testi per completare l’esplorazione delle emozioni come Un mare di tristezza ed. Minibombo, Rime di Rabbia di Bruno Tognolini, La paura che diventa coraggio di Luca Mazzucchelli e Giulia Telli.

Ogni emozione è complessa, sfaccettata, ricca di sfumature.

Parlare di emozioni e confrontarci su di esse, ci ha dato la possibilità di trovare strategie per poterle tirare fuori e accoglierle nel giusto modo nella nostra vita.

Chi è Simona Tondo?
Sono insegnante nella scuola primaria a Lizzanello, provincia di Lecce e mamma di due gemelline di 7 anni.
Laureata in Scienze Pedagogiche e Scienze della Formazione Primaria. Da circa 10 anni mi occupo di letteratura per l'infanzia e promozione della lettura a scuola e fuori dalla scuola. Ho frequentato corsi con Nati per Leggere, AIB, Hamelin, Artebambini e Accademia Drosselmeier. 

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