Ivar Da Coll e la letteratura per l’infanzia colombiana

Recentemente ho iniziato a studiare e ad interessarmi alla letteratura per l’infanzia straniera, a quei libri per bambini e ragazzi, che magari in Italia non sono ancora arrivati, e a quegli autori di cui non si è mai sentito parlare nel nostro Paese, ma che meriterebbero tutto lo spazio e l’attenzione possibili.

Durante le mie ricerche, mi sono imbattuta in un autore e illustratore colombiano, considerato il pioniere dell’albo illustrato in Colombia: Ivar Da Coll. Un autore contemporaneo, classe 1962, che con i suoi albi e la sua produzione letteraria, viene ad oggi considerato uno dei rappresentanti colombiani più autorevoli per quel vasto genere letterario che è la letteratura per l’infanzia.

La letteratura per l’infanzia colombiana, occorre dirlo, è stata per molti anni in fase di costruzione e di definizione, e forse solo oggi, si può riconoscere come un genere affermato. Se Ivar Da Coll ne è il precursore dagli anni ‘80 a questa parte, altri nomi compaiono accanto al suo, come quello del famoso poeta Rafael Pombo, Jairo Buitrago, Jairo Aníbal Niño, Triunfo Arciniegas, Yolanda Reyes y María Fornaguera, per citarne alcuni.

La letteratura infantile colombiana, nonostante una sua prima affermazione negli anni ‘80, ha visto un rallentamento negli anni ‘90, a causa di un’offerta editoriale scarsa e scadente, che privilegiava la commercializzazione di libri di testo scolastici e libri per bambini, provenienti da Spagna e Stati Uniti, e che non ha permesso ad autori e illustratori di emergere.

Solo nei primi anni 2000, hanno trovato spazio le prime iniziative editoriali indipendenti, grazie all’impulso pubblico e privato come il Plan Nacional de Lectura y Bibliotecas e la prima Fiera del Libro per Bambini, nel 2007 a Bogotà. Importante da menzionare, anche la partecipazione alla Bologna Children’s Book Fair e la vincita del premio come Best Children’s Publisher of the Year – BOP nel 2017 per la casa editrice Babel Libros, e la nomina per lo stesso premio, nel 2020 per la casa editrice Tragaluz.

Attualmente, il lavoro di IBBY International, che in Colombia ha preso vita con il nome di Fundalectura, è ad oggi il più grande progetto di promozione della lettura e della letteratura per l’infanzia nel Paese.

Con questa premessa, mi è sembrato dunque interessante potervi raccontare di Ivar Da Coll, un autore a tutto tondo, relativamente recente, che però ha segnato un importante cambio di passo nella letteratura colombiana; la presa di distanza dal didascalismo e dal moralismo, presenti in tanti libri per bambini, e l’abbandono di una visione conservatrice nelle sue storie, è ciò che hanno reso Da Coll, un autore che scrive per bambini così apprezzato.

Ivar Da Coll nasce a Medellin, il 13 marzo del 1962, da padre italiano e madre di origini svedesi. La sua carriera lavorativa comincia nel teatro, dove lavora come burattinaio: è grazie a questa professione che inizia ad avvicinarsi all’universo dell’infanzia. Dopo alcune esperienze in televisione, esordisce come illustratore nel 1985 con la casa editrice Norma, con la sua prima serie di albi illustrati Chigüiro , che lo rendono celebre in Colombia e in America Latina.

I temi ricorrenti nei suoi albi sono l’amicizia, il gioco, lo humor. Davanti ad un mondo rigido e pieno di convenzioni, i suoi personaggi si comportano come farebbe un bambino, con spontaneità e sguardo limpido, lontano dai preconcetti degli adulti. Nelle sue storie, prevale il racconto del quotidiano, la relazione tra bambini e adulti, le esperienze di vita che fanno tutti i bambini, le conquiste, i traguardi, le prime indipendenze. I protagonisti delle sue storie sono quasi sempre animali, che incarnano qualità umane, in cui i bambini si immedesimano e si riconoscono.

Nelle sue opere il conflitto, il momento di tensione, viene messo in atto ed è risolto nello stesso scenario, come se si trattasse di una opera teatrale, in una vera e propria drammaturgia dei conflitti quotidiani dell’infanzia.

Tra le sue opere maggiori, c’è sicuramente quella di Chigüiro. Le sequenze di questi albi, sono di sole immagini, e mostrano annedoti, brevi storie, situazioni quotidiane, emozioni e comportamenti in cui i bambini si identificano.

Dal piccolo formato e realizzati a china e acquerello, sono stati recentemente ripubblicati in formato cartonato, per venire incontro alle esigenze dei piccolissimi lettori e dei loro genitori. Se Chiguiro racconta l’universo quotidiano dei bambini, senza bisogno di parole, in “Torta de cumpleanos” (1989), “Garabato” (1990) e “Tengo Medio” (1989), il testo accompagna le illustrazioni, nel perfetto equilibrio dell’albo illustrato. Questi tre albi, pubblicati anche in lingua inglese, raccontano momenti di vita infantile come, compiere gli anni, giocare all’aperto e la paura del buio, avvalendosi di meccanismi di accumulo e ripetizione.

In “Tengo miedo” (2000), Da Coll mette in scena con una grande padronanza del segno, la paura del buio e della solitudine del gatto Eusebio. In questo albo illustrato, l’uso del rapidografo e della china nera, i contorni ben definiti delle illustrazioni e le sottili linee discontinue, pongono lo sguardo sui personaggi e le loro espressioni. Il testo, ricco di ripetizioni, è in perfetta armonia con le illustrazioni.

Tra gli altri albi dell’autore “Hamamelis y Miosotis”, “No, no fui yo!”, “Carlos: una familia de monstruos muy humanos”, “A un hombre de gran nariz”.

Ivar Da Coll è sicuramente un autore di cui si potrebbe parlare a lungo. Chissà se un giorno lo vedremo anche tra gli scaffali delle nostre librerie.

Segnalo inoltre a chi se la cava con lo spagnolo, un articolo approfondito sulla poetica dell’autore, scritto da una delle maggiori studiose ed esperte di letteratura per l’infanzia colombiane, Beatriz Helena Robledo, riportato nella rivista online Imaginaria.

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