Tra i libri che ho letto in queste ultime settimane c’è Anne di Green Gables di Lucy Maud Montgomery, nell’edizione Mondadori (2022). Il romanzo, pubblicato oltre un secolo fa (1908) è solo il primo di un ciclo di otto romanzi, in cui vengono narrate le vicende e avventure della vita di Anne Shirley, da poco più che bambina a donna adulta.
Anne di Green Gables racconta la storia di Anne Shirley, eroina infantile capace di entrare nel canone, accanto alle altre eroine della letteratura occidentale: Anne è infatti un’orfana con tratti convenzionali e comuni ad altri protagonisti della letteratura inglese come Alice nel Paese delle Meraviglie, David Copperfield, Jane Eyre, Mary Lennox, per citarne alcuni.
Il personaggio di Anne di Green Gables, noto ai più come Anna dai capelli rossi – o, in una traduzione che personalmente non mi convince del tutto, Anne di Tetti Verdi – è entrato nell’immaginario collettivo. Molti ricorderanno anche l’anime trasmesso in televisione tra gli anni ’80 e ’90: la ragazzina dal volto lentigginoso, con i capelli rossi raccolti in due trecce, vivace e sognatrice. Più di recente (2017) Netflix ha anche fatto uscire una serie dal titolo originale Anne with an E, tradotto in italiano con “Chiamatemi Anna”: mi è piaciuta molto e la consiglio!
Per uno scherzo del destino, Anne viene mandata dall’orfanotrofio ad Avonlea, presso i fratelli Marilla e Matthew Cuthbert. L’anziana coppia, però, aspetta un ragazzo che possa aiutarli nei lavori della fattoria. L’equivoco iniziale rende il primo incontro tutt’altro che semplice; eppure, nonostante le difficoltà e le perplessità, i due decidono infine di adottare Anne, cambiando per sempre la propria vita – e quella della protagonista.
Il racconto è ambientato nella piccola comunità rurale di Avonlea nel Canada orientale, sull’Isola del Principe Edoardo, e due sono i topoi che si intrecciano e che rendono questo romanzo un libro da non perdere: la natura e il potere dell’immaginazione.
L’immaginazione è il primo rifugio di Anne: la sua è una mente irrequieta, affamata di storie, che non si accontenta di vedere la realtà così com’è. La natura è il luogo in cui questa immaginazione prende forma. Non si tratta di semplice paesaggio, ma di spazio vivo, intimo, quasi sacro. Anne non attraversa un bosco: entra nel suo “Bosco Incantato”. Non guarda uno specchio d’acqua: contempla il “Lago dalle Acque Scintillanti”. Dare un nome significa riconoscere un’anima, e Anne anima ogni cosa. In questo gesto c’è molto più di un vezzo infantile: c’è un atto creativo che trasforma la realtà. La natura diventa consolazione, forza, meraviglia. Diventa casa.
Anne impersona la principessa Cordelia nei suoi giochi di immaginazione. Tratta dall’anime del 1979
Lucy Maud Montgomery intreccia natura e fantasia con una delicatezza che, alcuni decenni più tardi, ritroveremo anche in C. S. Lewis ne Il leone, la strega e l’armadio, dove un semplice armadio diventa il varco verso un mondo magico. Eppure, nei romanzi della Montgomery, tutto questo accade senza portali né creature mitiche. La soglia non è fisica, ma interiore. La magia non irrompe dall’esterno: nasce dallo sguardo. Anne non fugge in un altro mondo; trasfigura quello in cui vive. È così che riesce a elaborare il dolore dell’abbandono, a costruire legami, a maturare. La natura le offre uno spazio in cui può essere pienamente sé stessa — e proprio per questo crescere.
Le descrizioni naturalistiche attraversano quasi ogni capitolo del romanzo e sono ricche, sensoriali, a tratti intrise di echi fiabeschi: fate, ninfe, presenze invisibili sembrano sfiorare i paesaggi di Avonlea. Ma ciò che resta, al di là delle immagini, è l’idea che immaginazione e natura abbiano un potere trasformativo reale.
Anne e Diana. Immagine tratta dall’anime Akage no Anne del 1979
Quella sera, Anne si trattenne lì fino al tramonto, gradendo la pace e la tranquillità del piccolo posto, con i suoi pioppi il cui stormire era come una voce calma e amichevole, e le sue erbe fruscianti che crescevano a volontà tra le tombe. Quando alla fine lo lasciò e scese dalla lunga collina che declinava sul Lago delle Acque Scintillanti il tramonto era passato e tutta Avonlea giaceva dinanzi a lei in un’ultima luce da sogno – “un ritiro di antica pace!”. C’era una freschezza nell’aria come di un vento che avesse soffiato sui campi di trifoglio dolci il miele. le luci delle case luccicavano qua e là tra gli alberi delle proprietà. Più oltre stava il mare, nebbioso e violaceo, con il suo mormorio ossessivo e incessante. L’Occidente era una gloria di tenui tinte mescolate, e lo stagno le rifletteva tutte in sfumature ancora più tenui. La bellezza di ciò emozionò il cuore di Anne, ed ella aprì con gratitudine le porte del suo spirito a esso. “Caro vecchio mondo” mormorò “sei così adorabile, e sono felice di essere viva in te”. (citazione da Anna di Green Gables cap. XXXVIII “La curva sulla strada”, ed Mondadori (2022)
Oltre alla ricchezza del paesaggio naturale, Lucy Maud Montgomery intreccia con straordinaria delicatezza anche il paesaggio interiore della sua protagonista. Esplora le emozioni di Anne, i suoi timori improvvisi, le insicurezze che la attraversano, i sogni che la sostengono nei momenti difficili.
Capitolo dopo capitolo, Anne cambia, sbaglia, riflette, si rialza. Ogni esperienza – felice o dolorosa – diventa un tassello della sua formazione. È in questa evoluzione continua che il romanzo trova la sua forza più duratura: non soltanto il racconto di una storia, ma un vero romanzo di formazione, in cui la protagonista si trasforma attraverso le vicende che vive, imparando a conoscersi e, poco alla volta, ad abitare il mondo con maggiore consapevolezza.
Chiudo, riportando una citazione che è forse la mia preferita dell’intero libro.
“E sono giunta alla conclusione Marilla, che non sono nata per la vita di città e che ne sono lieta. E’ bello mangiare gelati in ristoranti luminosi alle undici di sera una volta tanto, ma come casa abituale preferirei essere nel timpano a est alle undici, profondamente addormentata, ma in un certo senso consapevole anche mentre dormo che fuori le stelle stanno brillando e il vento sta soffiando fra gli abeti oltre il ruscello.” (citazione da Anna di Green Gables, cap. XXIX “Un evento epocale per la vita di Anne”, ed Mondadori (2022)
Lascia un commento